• Consorzio Sale della Terra ETS Via San Pasquale,49-51-53 82100 Benevento consorziosaledellaterra@gmail.com
  • Apertura Uffici: Lun-Ven: dalle 9.00 alle 19.00 Apertura Store: Lun-Sab: dalle 9.00 alle 13, dalle 16 alle 20
  • 2 giorni

    #EsperienzaDiWelcome

    Kajak sotto le stelle

    Dal 09/08/2019 al 10/08/2019

    1-10 persone

    Castello Medievale di Campolattaro

    Castello Medievale di Campolattaro

    Castello Medievale di Campolattaro

    Postcard of Campolattaro

    Campolattaro dall'alto

    Castello Medievale di Campolattaro

    Castello Medievale di Campolattaro

    Postcard of Campolattaro

    Postcard of Campolattaro

    Postcard of Campolattaro

    Castello Medievale di Campolattaro

    Diga di Campolattaro

    Postcard of Campolattaro

    Cortile dell'Albergo Diffuso di Campolattaro

    • 9 agosto

      Arrivo dei partecipanti, rinfresco di benvenuto e sistemazione nelle camere riservate, breve orientamento sul paese, le zone limitrofe e presentazione delle attività disponibili, pranzo libero, nel pomeriggio passeggiata alla scoperta del  borgo antico di Campolattaro o escursione all’oasi WWF. In serata trasferimento con navetta per

      KAYAK SOTTO LE STELLE

      Le attività in acqua avranno inizio alle ore 18.00 e si protrarranno fino al completamento dei turni prenotati (chiusura adesioni in loco prevista per le ore 23.00).
      Possono partecipare all’escursione ”Kayak sotto le Stelle” adulti e ragazzi a partire da 10 anni (essere accompagnati ed affiancati da un genitore).

      Al termine rientro con navetta in albergo diffuso e pernottamento.

    • 10 agosto

      Dopo la prima colazione InKAYAK, trascorrere una giornata in tranquillità lontani da caos e caldo rovente che brucia la pelle? Raggiungici presso il campo di gara e trascorreremo una giornata insieme tra escursioni in kayak, giochi, prodotti tipici, immersi nel verde degli alberi e nella tranquillità dei luoghi. Le attività in acqua sono gratuite per chi ha partecipato a Kajak sotto le stelle. chi ha portato la  bicicletta, potrà effettuare un piacevole percorso lungo il lago o visitare l’oasi WWF  Pranzo libero o presso l’albergo diffuso (su prenotazione) e al termine rientro al borgo,  saluti e rientro a casa.

    • La quota comprende

      Quota individuale di partecipazione in camera doppia Euro 45,00

      Supplemento camera singola Euro 15,00

      Riduzione terzo letto Euro 10,00

      Pranzo di sabato 10.08.2019 presso l’albergo diffuso Euro 20,00

      Visita guidata Oasi WWF Campolattaro  Euro 5,00

       

      La quota comprende; pernottamento (una notte) prima colazione del 09.08.2019

      La quota non comprende; trasporti, facchinaggio, extra personali, e tutto quanto non indicato alla voce “la quota comprende”

    • Campolattaro

      Immerso in un paesaggio chiaro e aperto fatto di campi coltivati, Campolattaro sì nasconde con il suo centro storico ai fianchi di una collina che degrada ripida verso il Tammaro. Sembra che il toponimo più antico con cui è identificato sia “Campugattari”, che plausibilmente deriva da “Campo di Walthario”, nome di persona frequentemente usato presso i Longobardi. L’antica denominazione e la trasformazione del nome nei secoli, secondo altri studiosi, è legata a pascoli per armenti e alla produzione di latte. Le prime testimonianze scritte sull’esistenza di questo centro abitato risalgono al XII secolo, anche se reperti archeologici di epoca sannita prima e romana poi, confermano, senza ombra di dubbio, la presenza dell’uomo in forme associative già dal V-IV secolo a.C. L’insediamento dei Liguri Apuani deportati nel 180 a.C. nelle zone dell’Alto Tammaro dai consoli Bebio e Cornelio sicuramente interessò anche Campolattaro, come testimoniano i segni apotropaici del sole e della luna scolpiti sui portali delle antiche abitazioni, elementi questi che richiamano motivi analoghi rinvenuti nelle aree della Versilia e della Val di Magra a testimonianza di un indiscutibile ceppo comune. Nell’867 Campolattaro fu devastato dai Saraceni come tutto il territorio beneventano. Nel 1138, durante la dominazione normanna, fu distrutto, invece, da Re Ruggiero che – a quanto si narra – punì gli abitanti per aver accolto con giubilo la notizia della sua morte, poi rivelatasi infondata. A partire dal ‘500 si ebbero furiose lotte tra i suoi abitanti e quelli del vicino centro di Fragneto l’Abate per il possesso del feudo di Botticella. Nel 1656 una terribile pestilenza causò la morte di circa 500 persone bloccando lo sviluppo sociale del paese, che subì ulteriori lutti e miserie a distanza di poco più di un secolo, nel 1764, a causa della carestia che sconvolse l’intero Mezzogiorno d’Italia. Lenta ma graduale la ripresa negli anni successivi fino al colera del 1837 che seminò nuovamente morte e disperazione. A ricordo di tale evento rimane una croce posta da mani pietose nel campo detto “del Focale” dove fu allestito un cimitero per accogliere le circa 100 vittime dell’epidemia. La consistenza millenaria di questo paese traspare dal castello ancora oggi abitato, dall’antica torre e dal centro storico gravemente danneggiato dal terremoto del 1962. A questo fortilizio è legata la storia di antichi e terribili feudatari come i De Adenulfo, i Monforte, i Di Capua, i Blanch, padroni e signori di questo antico borgo agricolo fino alla fine della feudalità. A ricordo dell’antica civiltà medievale restano due porte di accesso al paese, i fondachi, le viuzze superstiti, le pietre e i portali. Celati in vicoli appartati oppure visibili nelle architetture della piazza principale queste testimonianze ricordano ai visitatori la loro antica origine, frutto di un abile lavoro artigianale tramandato di generazione in generazione fino ai giorni nostri. Dopo le molte peripezie il paese, che fino ad allora era appartenuto al Circondario di Pontelandolfo della provincia del Molise, venne annesso al Regno d’Italia e nel 1861 passò alla neonata provincia di Benevento, secondo un percorso amministrativo condiviso con quasi tutti gli altri comuni dell’odierna Comunità Montana. Il paese, pur nella sua travagliata storia, riprese a svilupparsi nella seconda metà dell’800. La prima metà del ‘900 fu, però, di nuovo periodo di sofferenza: centinaia furono i campolattaresi costretti a partire nella speranza di un avvenire migliore e grande fu il tributo di sangue offerto in occasione dei due conflitti mondiali.

    • Lo Chef Ernesto Pietrantonio

      La sua storia professionale si divide tra le due grandi passioni la fotografia e la cucina, quest’ultima ereditata dalla esperienza familiare nel COTTON CLUB, grazioso ristorante noto per aver conservato e valorizzato le eccellenze territoriali Beneventane.Dopo brevi esperienze formative in Canada, Inghilterra e Belgio e lavorative in Italia è approdato all’Hosteria 24 proponendo rivisitazioni dei piatti tradizionali con prodotti a Km 0.